Archivio dell'autore: Cinzia Cichellero

Chiedo al Bene Assoluto tutte le Verità per Conoscermi totalmente.

Essere Liberi: è la condizione naturale di ogni individuo.

Senza libertà la vita offre un prezzo troppo caro da pagare, ciò significa che per essere Liberi è necessario un elemento fondamentale, cioè la verità in noi stessi.

Il principio della Conoscenza va in parte studiato nei libri, ma il vero raggiungimento della Conoscenza, cioè la sua forma integrale, sincera e concreta si esprime solo in meditazione, nella visione di noi stessi.

Esplorando noi stessi possiamo conoscere il Bene Assoluto, l’esistenza spirituale della forza motrice che si manifesta nel Cosmo, unico, reale movimento sincronizzato capace di aiutarci a generare soluzioni e guarigioni. L’individuo può soffrire veramente tanto quando non si rivolge a se stesso e al Bene Assoluto. Questo è ciò accade quando si continua a procrastinare, a sotterrare, a non vedere la vera vita. Il principio del Bene Assoluto attraverso la meditazione, svolge nella mente umana la capacità di scoprirsi interiormente, perché ci indica l’unica reale visione di noi stessi, nella quale sono celati tutti i segreti che ancora non conosciamo, dove sono racchiuse le sfere negative che continuano a nascondersi dentro di noi. Le emozioni negative svolgono un’azione deleteria in noi stessi, producono sofferenza pari a una ferita scoperta nel corpo.

Le persone soffrono, troppo visto lo stato di apparente benessere, ciò significa che per risolvere e guarire una sofferenza interiore è necessaria un profondo miglioramento di direzione, cioè interrompere l’abitudine di cercare fuori la causa della propria sofferenza e nello stesso istante di trovare il coraggio di ascoltare se stessi. L’ascolto interiore guidato dal Bene Assoluto aiuta e ci accompagna a far emergere la ferita che richiama la nostra attenzione. Nel centro di noi stessi si crea un equilibrio così potente da offrirci la forza di osservare con amore ciò che è necessario compiere, proprio in quel preciso istante. La nostra attenzione è il grande amore verso noi stessi, puro Amore nell’ascoltarsi, per perdonarsi e infine scoprire, nell’osservazione interiore, di essere stati proprio noi, con il nostro amore, a essere artefici e guaritori della propria ferita. Non possiamo ignorare il nostro passato, perché l’universo non dimentica le nostre esperienze irrisolte, tantomeno le cancella. Il passato è una matrice indelebile, in ogni anima è scritto tutto ciò che ci appartiene. Questa è una Legge Fondamentale. Quando ignoriamo o tentiamo di cancellare il passato, alla fine l’universo non farà altro che ripresentarci i passi irrisolti, offrendoci la possibilità di osservarli e di risolverli per l’ennesima volta. Questa può sembrare una punizione, in realtà per l’individuo è una fortuna, oltre ad essere una tappa obbligata designata dall’universo. La vera punizione nasce quando l’individuo rifiuta di osservare quanto c’è da correggere, ignora totalmente la propria anima. Questo è lo strumento scelto dall’individuo, chiamato il bastone della punizione. Non vi è colpa, né nel cosmo tantomeno nell’individuo, è l’abitudine nel continuare a procrastinare lo stato di sofferenza. Nello stato di aiuto del Bene Assoluto, cioè nello stato di profonda meditazione si può comprendere il valore e l’importanza dell’emersione di queste esperienze passate e finalmente possono trovare pace nelle emozioni, guarigione nelle ferite, comprensione nei concetti falsi e obsoleti. Senza l’emersione di dette esperienze l’individuo non avrebbe la possibilità di offrirsi nuove opportunità di soluzione e guarigione perché tutto rimane nello “stallo”, nel fondo del vaso, nell’invisibile cosmico, aggravando se stesso. Invece, la volontà divina si manifesta durante la meditazione e la vita quotidiana, è in costante collaborazione con noi, ci aiuta a vedere ciò che è necessario, per riemergere pieni di luce e di libertà nella conoscenza della verità. Tutto ha un senso logico e molto semplice, preciso, se s’impara ad ascoltare se stessi.

Una tra le tante bellissime verità divine è proprio questa, cioè essere coscienti che in ogni difficoltà abbiamo sempre la possibilità di essere guidati e aiutati per raggiungere lo stato di realizzazione integrale ascoltando noi stessi nella propria anima, nella conoscenza dell’Io Sono e nel Bene Assoluto.  

Siamo esseri meravigliosi, capaci di scoprire le più belle cose nell’universo senza aver bisogno di partire, di muoverci, di viaggiare. Nello spazio di ognuno di noi, la reale identità è infinita e illimitata nel senza tempo.

Per informazioni su corsi individuali potete scrivere privatamente a cinziacichellero@gmail.com

Quando ero giovane ero un rivoluzionario…

Non ricordo chi l’ha scritta. La condivido lo stesso perché merita di essere letta con Saggezza ❤️

Quand’ero giovane ero un rivoluzionario
e tutte le mie preghiere a Dio erano:
“Signore, dammi la forza di cambiare il mondo!”.
Quand’ero vicino alla mezza età
e mi resi conto che metà della vita era passata senza che avessi cambiato una sola anima,
cambiai la mia preghiera in:
“Signore, dammi la grazia di cambiare tutti quelli che sono in contatto con me.
Solo la mia famiglia e i miei amici e sarò contento”.
Ora che sono vecchio e i miei giorni sono contati,
comincio a capire quanto sono stato sciocco.
La mia sola preghiera ora è:
“Signore, fammi la grazia di cambiare me stesso”.
Se avessi pregato per questo fin dall’inizio
non avrei sprecato la mia vita.

Molto tempo fa qui c’era un uomo. Quell’uomo soffriva, si arrabbiava, aveva paura… proprio come te.

Prima che Alessandro Magno partisse alla volta dell’India, il suo maestro, il grande Aristotele, gli aveva chiesto di portargli un dono molto particolare: uno yati (detto anche sannyāsin), ovvero un asceta.
Mentre l’occidente aveva infatti prodotto grandi guerrieri, l’oriente aveva prodotto grandi ricercatori spirituali.
Ed Alessandro era molto affascinato dalla descrizione che gliene aveva fatta il suo maestro.
Nel gennaio del 326 a.C. Alessandro, presso il fiume Indo, si ricordò di quella richiesta.
Entrato in una taverna con alcuni suoi soldati chiese se da quelle parti vivesse qualche sannyāsin.
“Esiste uno yati molto famoso – rispose qualcuno- si chiama Dandamis e vive poco lontano da qui, sulla riva del fiume”.
Alessandro mandò alcuni soldati a cercarlo.
Dandamis viveva nudo e si racconta fosse una persona bellissima.
I soldati si avvicinarono e chiesero all’asceta di seguirli spiegando che Alessandro Magno in persona lo voleva suo ospite e che avrebbe provveduto ad ogni suo bisogno.
Ma l’uomo cominciò a ridere ed esclamò “Dandamis non segue più nessuno, non va più da nessuna parte, ormai è arrivato a casa”.
I soldati, credendo che l’uomo fosse pazzo, tornarono alla taverna per riferire ad Alessandro, il quale si alzò dal suo tavolo e si incamminò verso il luogo dove stava quello yati, per conoscere egli stesso chi fosse l’uomo tanto folle da aver rifiutato di vederlo.
Una volta giunto vide Dandamis sdraiato vicino al fiume, si avvicinò e gli disse “I miei soldati mi riferiscono che hai rifiutato il mio invito. Verrai con me come mio ospite o come prigioniero: scegli”
Il sannyāsin alzando gli occhi, quasi infastidito, rispose: “Puoi forse rendere prigioniera la libertà?”
A quel punto Alessandro estrasse la spada ed a gran voce esclamò “Se scegli di rimanere qui, l’unica cosa che sarà libera sarà la tua testa! Quando la taglierò sarà libera di cadere e rotolare al suolo”.
Dandamis si alzò e iniziò tranquillamente a parlare.
“Molto tempo fa qui c’era un uomo. Quell’uomo soffriva, si arrabbiava, aveva paura… proprio come te. Un giorno a quell’uomo capitò qualcosa di terribile: tutta la sua famiglia venne sterminata.
La casa dove abitava, bruciata.
In una notte quell’uomo aveva perso quasi tutto… quasi, infatti una cosa era ancora rimasta: se stesso.
Qualcuno gli disse che egli, adesso, avrebbe potuto contare solo su se stesso.
Quell’uomo allora cominciò a cercare quel ‘se stesso’: per tanti anni ricercò se stesso con un ardore che non lo lasciava neppure riposare.
Ed una notte si rese conto che quel se stesso non esisteva.
Hai mai amato qualcuno Alessandro? In quei momenti… c’è forse qualcuno che ama e qualcuno che viene amato?
Osserva bene: quando ami non ci sono due persone. E finché quelle due persone sono presenti… o anche solo una delle due è presente… non può esserci amore.
Se c’è amore, non c’è nessuno. C’è solo amore.
In quell’amore Dandamis è scomparso e non si è più ritrovato.
Per cui, fai in fretta il tuo dovere: separa questa testa da questo corpo.
Dandamis non abita più qui da molto tempo ormai: è il mondo che sta abitando momentaneamente in lui”.
Alessandro abbassò la spada: “E’ strano Dandamis: non conosco l’amore di cui parli, eppure ho compreso le tue parole. In questo momento ogni mia conquista mi sembra niente in confronto al tuo regno.
Quando il mio maestro mi chiederà se ho trovato uno yati, gli dirò semplicemente la verità: non ho trovato ‘nessuno’.
E so di per certo che lui non capirà.
Poiché come me, anche Aristotele non sa nulla di libertà e di amore”.
Pronunciate quelle parole Alessandro salutò quel sannyāsin e ripartì alla volta di Takshashila, nel regno di Gandhāra.

12 marzo: riconoscere l’ansia e imparare a liberarsene

Stasera ore 21:30 alle 23:00 appuntamento su zoom.

Gli argomenti su cui lavoreremo sono i seguenti: 

  • Riconoscere l’ansia e imparare a liberarsene.
  • Aumento capacità energetiche e spirituali 
  • Radicamento e equilibrio interiore
  • Stabilità emotiva e psichica 
  • Aumento capacità energetiche di autoguarigione
  • Aumento della capacità di Sentire Se stessi 
  • Riconoscere i blocchi emotivi nel corpo fisico, osservarli e imparare a neutralizzarli 
  • Aumento forza interiore per annientare ansia, paura, imparare a superare le difficoltà e i problemi con equilibrio 
  • Aumento Qualità energetica per la Salute Perfetta. 

Contributo di partecipazione 20e. 

Chi ha già partecipato al precedente incontro di martedì u.s. il contributo è di 30e per ambedue. 

Per iscriversi cinziacichellero@gmail.com, riceverete istruzioni. 

Se scrivete la mail per la prima volta, poi abbiate l’accortezza di controllare la casella Spam, oppure memorizzare il nuovo contatto nella vostra rubrica. 

L’incontro è organizzato da Amore e Beatitudine associazione culturale.

Auguro a tutti Ogni Bene. 

Ognuno ha la propria strada da percorrere e a ciascuno è riservata la via nella quale trovare la Realizzazione Integrale.

Quando si cerca la propria via, è necessario sentire cosa suggerisce l’anima, ascoltare nel cuore, è necessaria la massima concentrazione di se stessi in se stessi.

Quando si trova la risposta, nessuno sarà in grado di fermare la tua ricerca, perché si è compresa l’importanza di ottenere la massima qualità per se stessi.

Tale risposta diventa fonte di forza, il luogo nel quale si attinge ogni qualvolta ci si distrae.

Da dove proviene questa immensa forza? 

È forse una forza esteriore? Oppure è una forza interiore?

Sopraggiunge simultanea la risposta: in ambedue i luoghi.

Dove è presente la divisione, è necessario creare unità, per oltrepassare e unire ogni divisione. 

Esiste un unico spazio, senza divisioni. Esso governa la vita, l’esistenza, l’anima, la materia stessa.

È tutto un unico spazio infinito, così semplice da riconoscere da non lasciar ombra di dubbio.

In questo spazio infinito nel quale sembra esserci il vuoto, è presente il pieno, la sintesi di ogni forma, pensiero, emozione, dove le cause e gli effetti sono già espressi, in tutto ciò che accade dentro e fuori, nella mente e nel corpo.

C’è bisogno di essere attenti nel riunire ogni informazione, per non essere fuorviati dalle forze negative, utili e necessarie per far emergere la stessa conoscenza.

Tutto è utile per aumentare la conoscenza di se stessi, anche il tempo è utile per accelerare l’evoluzione, purché sia sincronizzato e tale sincronizzazione avviene in noi stessi. Nella disarmonia regna il disordine, il ritardo di ogni realizzazione, la qualità è fondamentale.

Aumentare la qualità significa ottenere risultati nell’assenza di sforzo, nel minor tempo possibile, equivale alla riduzione della sofferenza, degli ostacoli, alla realizzazione integrale in ogni aspetto della vita.  

Per ottenere questo risultato abbiamo bisogno di essere presenti in noi stessi, per unire il microcosmo con il macrocosmo, per interrompere ogni stato di separazione. La meditazione è la via della concreta consapevolezza.

Coloro che hanno iniziato il percorso nella meditazione, hanno compreso che questo è il compito della vita, è l’unico vero senso dell’esistenza.

Hanno pure sperimentato in un banale attimo di stanchezza l’impossibilità di retrocessione, perché il compito, il senso reale della vita è proprio questo, conoscerSi integralmente nella Reale Identità.

Hanno capito quanto è importante concentrare l’attenzione nella Reale Identità, perché quando si manifesta la stanchezza, essa si trasforma in forza per andare Oltre, contestualmente si apre l’accesso a un nuovo piano evolutivo, di consapevolezza nel vero sapere. Quell’attimo di stanchezza è diventato utilità per comprendere il negativo.

Comprendere l’esistenza della negatività è fondamentale, perché è uno strumento necessario per l’evoluzione dell’uomo. Non ha nessuna utilità il subire, è necessario conoscere se stessi come Reale Identità, è necessario comprendere come la negatività svolge il suo compito, capire che non può fare altro che quello, cioè esprimere la sua essenza e il suo insegnamento.

L’individuo, ricercatore della Reale Identità è in grado di correggere l’espressione negativa, usando la stessa negatività come strumento evolutivo per Essere sempre più Reale Identità.

Non possiamo sfuggire da questa realtà.

È una realtà necessaria e resa obbligata dallo stesso cosmo, a conferma che il libero arbitrio ha in sé un unico significato: accompagnare l’individuo alla totale conoscenza di Se stesso, alla Reale Identità.

Ricomincia dalle cose belle

Ricomincia. Ricomincia dalle cose belle, perché solo nelle cose belle potrai trovare la forza per affrontare le difficoltà, per liberarti dalla spazzatura, cioè le cose brutte.

Ricomincia e non arrenderti, trova il coraggio di voltare pagina o addirittura d’iniziare a scrivere un quaderno nuovo. Solo così protrai leggere chi sei, e misurare la forza che possiedi.

Scrivi i tuoi desideri, quelli che non hai mai osato realizzare. Sono quelli che contengono l’energia per renderti un essere migliore di ieri, più felice oggi, bellissimo domani.

Impara a neutralizzare i sabotatori, sia i tuoi, sia quelli esteriori. Osservali, riconoscili, e lasciali andare. È molto importante.

Forse non hai mai provato prima. Iniziare non è mai troppo tardi.

Ti accorgerai che non esiste modo migliore per rendere la vita libera da tutto ciò che ti appesantisce.

Il mondo continuerà a girare.

Come partecipi a questa danza fa la differenza.

Sarà la sorpresa che non ti aspettavi di possedere.

Contatti

amoreebeatitudine.com

25 Febbraio corso: Liberazione dai traumi infantili

L’argomento del corso riguarderà le ferite e le cicatrici infantili, un segmento importante nell’aspetto interiore di se stessi. Si lavorerà nell’aumento del potenziale energetico meditativo, nella conoscenza di collaborazioni spirituali, nella visione interiore di ciò che è rimasto nell’ombra e disturba la realizzazione di se stessi, ostacola la felicità.

Non è necessario raccontare la storia della propria vita, anzi, l’obiettivo del corso ha il compito di far emergere interiormente le ferite e le cicatrici per liberarsene nella maniera più diretta possibile, cioè nello spirito.  

Di seguito elenco alcuni traumi nei quali lavoreremo: l’abbandono, la violenza, le ingiustizie subite, il tradimento, il rifiuto, la denigrazione, l’umiliazione, la paura di non essere adeguati, non all’altezza. Nell’ambito spirituale emergerà anche ciò che qui non è scritto. È l’aspetto straordinario della spiritualità, dove si chiede e si riceve assai di più, tutto dipende dal grado di apertura e maturazione spirituale della persona stessa.   La qualità del modo nel quale si vive rispecchia la propria interiorità, ma se ci limitiamo solamente a scrivere l’elenco delle cose da risolvere una sola vita non basta. È necessario agire in profondità, per essere in grado di andare oltre la ristretta cerchia della forma-pensiero, superare gli ostacoli del “non ce la faccio”, cioè permettersi la possibilità di creare l’esperienza reale e concreta per far emergere la liberazione dai traumi e guadagnarsi con fierezza il proprio posto nel mondo nella libertà. L’autostima sarà integrata di energia, di forza, di conoscenza di se stessi. Si prospetterà interiormente una visione nuova, un punto di forza nel quale proseguire la propria evoluzione nella giusta direzione, nella conoscenza di se stessi. La Realizzazione Integrale è lo scopo Fondamentale nella Meditazione.

Il corso si terrà Giovedì 25 febbraio dalle ore 21:00 alle ore 22:30, svolgerà su zoom.us.

Per iscriversi al corso online del 25 febbraio: Liberazione dai traumi infantili, per favore scrivete a cinziacichellero@gmail.com

La piattaforma usata sarà zoom.us. Al link indicato troverete la procedura sul sito Web oppure scaricando l’App mobile disponibile su iOS e Android. L’incontro di meditazione è organizzato da Amore e Beatitudine associazione culturale amoreebeatitudine.com. Il contributo richiesto è una Donazione di 20e a favore di Amore e Beatitudine associazione culturale.

L’argomento sarà ripetuto, così come tutti gli altri, per favorire la maturazione integrale dei processi energetici e spirituali nell’individuo. Nel suo complesso il percorso di meditazione offre la costante accelerazione dell’evoluzione nell’uomo. Comprendere questa verità significa essere già liberi da limiti ostacolanti e concetti fuorvianti nei riguardi della spiritualità e nello stesso tempo si matura la comprensione della necessaria costanza e della pazienza, visti come elementi importanti come il respirare o ascoltare il battito nel cuore.

Per ricevere maggiori informazioni scrivete a cinziacichellero@gmail.com

Grazie per la visita!

amoreebeatitudine.com

Quando la famiglia perde la chiave del rispetto e dell’amore

È passato anche San Valentino, l’abbiamo vissuto di domenica, ci ha offerto un’occasione in più per riflettere sulla vita presente o assente di coppia. Molti l’hanno trascorso nella felicità e nel godimento del rapporto, molti l’hanno vissuto con la delusione nel cuore di essere ancora soli.

Che cosa sta accadendo alle persone? Perché le persone non si amano più?

Perché non riescono a trovare il desiderio e la forza di condividere la vita insieme?

Proviamo a sorvolare il passato recente, al periodo in cui nella società è nata la necessità di promuovere una nuova legge, bypassando tutti i dogmi. La legge del divorzio. È un argomento delicatissimo, una ferita profondissima, possiamo dire indelebile.

Erano anni dove il benessere iniziava ad aumentare sempre più nelle famiglie, cioè iniziava a esserci una maggior liquidità finanziaria, un miglioramento della qualità della vita, il potenziale d’acquisto si espandeva a un numero sempre maggiore di persone, finalmente le famiglie potevano permettersi una vacanza, insomma il benessere si stava mostrando. Nonostante tutto questo, la felicità e l’amore nelle famiglie non aumentava.

Allora la forza di volontà dell’umanità ha reso possibile la realizzazione dell’attuazione della legge sul divorzio. L’apertura delle porte è stata simultanea, i coniugi che non si sopportavano più erano già pronti a fare i conti, a dividere ciò che è “mio”… e a te niente, perché bisogna ottenere il massimo di fronte ad un fallimento. Nel frattempo anche i figli hanno vissuto questi conflitti, conservano anch’essi il ricordo di questi eventi, vissuti nella vergogna familiare, perché negli anni ‘70/’80 il divorzio era visto come un vero e proprio fallimento rivolto a tutti gli elementi della famiglia, figli compresi.  Oggi tale avvenimento è diventato routine, non stupisce quasi nessuno, è quasi una normalità.

Questa non vuole essere una critica alla legge sul divorzio, non vuole proprio essere così, anzi, diciamolo chiaramente, in molte famiglie è stata una vera e propria salvezza, la fine di un teatro degli orrori che è durato fin troppo. Un male che non meriterebbe di esistere. Quando la famiglia perde la chiave del rispetto e dell’amore, il divorzio sembra diventare l’unica via di salvezza.

Ci sarebbe molto da scrivere, perché di esperienze vissute ce ne sono veramente molte, ma il vero scopo di queste righe non è ritornare al passato per ricordare e soffrire nuovamente, il vero scopo è chiedersi perché le famiglie non riescono a rimanere unite, perché non c’è Amore?

Alla base di un rapporto cosa c’è che non funziona?

Perché Tutto diventa irreparabile.

L’unica soluzione che riesce ad emerge è: dividere.

È facile dividere i soldi, la proprietà di una casa, non c’è bisogno di una laurea, ma dividere i sentimenti di un legame vissuto è impossibile. Non si divide nulla nei sentimenti. A ognuno rimangono i propri sentimenti vissuti durante il rapporto di convivenza. A ciascuno i propri ricordi e nessuna esperienza è uguale tra gli individui. Ciascuno ha raccolto ciò che doveva o poteva. Qui possiamo già dire che ogni giudizio esterno è puramente inutile, perché non si possono giudicare le esperienze degli altri, ma solo le proprie.

Quando si giunge alla fine, dove il baccano burocratico e i traslochi finiscono, rimane il vuoto, l’eco dei ricordi, il dolore interiore di una ferita incolmabile per tutti i membri della famiglia. Ognuno vive come meglio può.

C’è chi piange affranto dai sensi di colpa, nell’abbandono, c’è chi è pronto a sotterrare tutto in un battibaleno per dimenticare e non sentire più nessuna parola del passato, oppure con variabili che ci possono veramente stupire. Ma torniamo al punto fondamentale, al motivo nel quale ci troviamo a parlare di separazioni all’interno della famiglia. L’istituzione del divorzio sembrava una panacea, una soluzione valida per rimediare gli errori delle unioni sbagliate, ma questa è solo una visione superficiale. Quando invece entriamo nella profondità dell’argomento, bypassando anche la tempesta familiare, possiamo scorgere che nella profondità di ogni legame le radici erano già morte, o stavano per morire. Che cosa significa questo? Che nell’unione delle persone non c’erano né fertilità, né radicamento nell’Amore. Che cosa può nascere in un rapporto già arido?

Gran poco, pochi frutti, troppo pochi per alimentare la vita di un rapporto. Questo è l’orientamento proficuo per osservare le cause di un fallimento nel rapporto di coppia. Si osservano le radici e via via si sale per osservare se la pianta del rapporto ha vissuto nella luce del sole, diretta o indiretta, oppure è rimasta nell’ombra volutamente o per distrazione, la causa di sofferenza e distruzione. Invece cosa accade… non si vuole entrare nella profondità interiore del rapporto, meno che meno nella profondità di se stessi. Si rimane in superficie, nell’osservazione critica delle colpe, cioè nel piano della distruzione, in ciò che è già distrutto. Si recrimina per anni o forse addirittura per tutta la vita, senza mai trovare pace. L’ottenimento non è un risultato, non sposta l’ago della bilancia nell’equilibrio, perché non si risolve e non si comprende, si procede nell’aumento del disequilibrio interiore. Aumenta il peso della rabbia, il rancore e la frustrazione. Di certo non è la via per liberarsi dalla sofferenza.

Si evince che la soluzione proposta dalla società non ha reso l’individuo libero, bensì lo ha reso ancor più schiavo dei suoi stessi errori, perché nella capacità di ignorare, egli stesso produce nuovo malessere, sotterrandolo e nascondendolo senza libretto delle istruzioni, senza leggere i segreti degli effetti collaterali.

Non siamo qui a recriminare, siamo qui per risolvere e correggere ogni cosa che sentiamo in noi stessi come un male da risolvere, non da masticare in continuazione. La collettività si affida alle leggi dell’uomo, si avvale di esse senza porsi prima la domanda se è giusto o sbagliato, senza chiedersi se esistono altre vie naturali e sane per noi stessi.

Il compito di conoscersi interiormente è immenso. Alcuni credono che un breve periodo di dedizione sia sufficiente, altri scoprono da soli che non è così. Scoprono che le radici di se stessi sono solo dei piccoli filamenti, il grosso del contenuto, della forza, della potenza è ben più grande, perché è contenuto nel Sé, nell’interiorità spirituale.  Provate a immaginare a un immenso server che registra tutto, ogni pensiero, emozione, azione. Un server che non si perde nemmeno una virgola di ciò che siamo, e non è mai in ritardo nel manifestarsi come correttore o ripetitore di ciò che dobbiamo comprendere. È proprio nel server di noi stessi, dove dobbiamo entrare a esplorare e a conoscere in profondità, anche perché nella superficie non si possono vedere le cose chiaramente. Nella profondità ogni riflesso sparisce.

La vita è complessa quando è vissuta col “bastone”, sa essere molto pesante e dolorosa, ma se si trova il coraggio di conoscere se stessi, seguendo i consigli della “carota”, finalmente si può comprendere la vita in ogni aspetto, si può imparare a correggere gli errori, perché la vita terrena è un banco di scuola, sempre aperta a tutte le ripetizioni, a tutti i ripetenti finché s’impara a conoscere se stessi.

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Conosci Te stesso

Conosci Te stesso, per trovare in te ogni risposta, perché non esiste luogo migliore. Per quanto possa sembrare difficile, la verità è veramente racchiusa in noi stessi. Bisogna imparare ad ascoltare, a sentire in noi stessi, per essere lo strumento di comprensione e guarigione di se stessi. Se davvero si è intenzionati a raggiungere questa comprensione, è necessario essere preparati a osservare le distrazioni che ci allontanano dalla meta, cioè da noi stessi.
È fondamentale essere nello stato di presenza per non cadere nel giudizio degli altri. Riconoscere la distrazione come una prova da superare, non come sfida, bensì come conoscenza dell’attenzione, per riconoscere come la distanza da noi stessi aumenta nella distrazione.
Per conoscerci abbiamo bisogno di penetrare in noi stessi, in ogni angolo sperduto, senza timore di affrontare ciò che non conosciamo. Ogni essere umano è un’opera di Dio e merita tutta la nostra attenzione. Coloro che iniziano il percorso della conoscenza di se stessi, attraverso la meditazione, scopriranno la conoscenza di Dio, di Dio come unica entità originale, unica realtà esistente nell’universo e nell’uomo. Per fare questo È necessario ottenere la liberazione da ogni schema riduttivo e ostacolante per permetterci l’elevazione a nuove conoscenze. La verità che emergerà in noi e nel mondo, sarà l’evidente necessità di formare la totale collaborazione nel Bene Assoluto tra tutti gli esseri viventi, senza distinzione alcuna.  Quest’ostacolo dovrà per forza essere superato, nel tempo nello spazio ora disarmonici. È proprio la mancanza di Amore e di collaborazione tra gli esseri umani a suggerire il bisogno di trovare la chiave nella quale fluisce l’Amore di Dio presente in ogni essere vivente. L’individuo presto o tardi comprenderà questo insegnamento. L’ostinazione a non voler comprendere, a non collaborare saggiamente in virtù dell’Amore e della collaborazione divina, fanno emergere due cose importanti. La prima è l’evidenza costante della necessità di aiuto reciproco tra le persone, necessità di ciascun individuo per il suo sostentamento. L’individuo da solo non è in grado di sostenere e badare totalmente a se stesso, lo deve ammettere, lo deve riconoscere, ha sempre bisogno della collaborazione di un suo simile e questa figura, chiunque essa sia, è un membro dell’immensa famiglia di Dio. Quando si parla di fratellanza, di unione dei cuori, nell’amore e nella collaborazione, possiamo finalmente capire che Dio è Uno e l’umanità è veramente una grande famiglia, dove non esistono figli unici, non siamo limitati a essere genitori o figli, ma siamo un’unica famiglia composta da un’innumerevole quantità di persone, tutte legate le une alle altre, tutte figlie dello stesso Dio. Questa è la seconda comprensione, molto importante da comprendere. Non c’è modo di svincolarsi da quest’appartenenza, da quest’unità, poiché è impossibile, perché la natura dell’individuo è legata a Dio, è dipendente da Dio. Dio è in ogni cosa, e ogni qualvolta l’individuo rifiuta o nega questa verità cade inesorabilmente nello stato di sofferenza.
Stiamo tutti imparando, me compresa, tutti siamo collegati all’unico scopo, all’unica vera conoscenza, Dio, l’Assoluto è la fonte Originale di tutto, di noi stessi, in noi stessi. Superare le prove della vita appare difficile quando si è lontani da questa verità, ma l’individuo nella sua apparente stanchezza conserva in se stesso una fonte inesauribile di forza tale da manifestarsi nel mondo e nell’universo come entità divina capace di illuminare di risolvere, guarire se stesso e aiutare il prossimo.
Questo è il risultato della vita, il vero scopo dell’umanità, comprendere se stesso per meglio capire il senso della vita, senza odio, senza rancore, senza sofferenza, senza malattia, perché l’individuo è illuminato dal punto infinitesimale dell’esistenza, cioè nell’Onnipresenza di Dio.

Il giorno e la notte sono fatti per scoprire la verità della vita

Un giorno capirai, forse non sarà un giorno segnato nel calendario del tempo, però se così fosse sarebbe un vero peccato per te. Il giorno e la notte sono fatti per scoprire la verità della vita, cioè finché si è qui sulla terra dove il tempo ancora esiste. Dicono che il tempo guarisce, ma aspettare è il pegno di chi non vuol credere di Essere. La verità spirituale va letta Oltre le righe, contemplata, perché è scritta nello spirito dove non ci sono alfabeti per leggere.